sabato 18 Settembre 2021

Big data: un mare di petrolio per le PMI

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Galleggiamo in un mare di petrolio, ma non sappiamo come estrarlo. Se i dati sono il nuovo petrolio, infatti solamente il 17% delle imprese riesce a ricavarne un valore significativo.

A rivelarlo uno studio degli “Osservatori Digital Innovation” della School of Management del Politecnico di Milano, che ha cercato di capire come le imprese, piccole e grandi, riescano ad estrarre valore dalle informazioni in loro possesso.

Secondo questa ricerca, in particolare, il 52% delle imprese dimostra di avere capacità basse o insufficienti in questo campo, e solamente il 31% raggiungerebbe la sufficienza.

Non è un caso che l’Italia risulti quart’ultima in Europa per innovazione e tecnologia (Dati del Digital Economy and Society Index della Commissione Europea) e che 88 imprese su 100 non abbiamo alcun programma per migliorare le competenze informatiche dei collaboratori.

Accade così che – sempre Osservatori Digital Innovation -, mentre il 43% delle grandi e grandissime imprese sta investendo in questo anno nei big data, le piccole e medie imprese di fatto non riservano budget per questo settore.

EPPURE, RIUSCIRE A SFRUTTARE I DATI POSSEDUTI E GLI OPEN DATA, POTREBBE DARE A CIASCUNA AZIENDA- ANCHE LA PIÙ PICCOLA – UN VANTAGGIO COMPETITIVO ENORME SULLA CONCORRENZA!

Integrare tra loro banche date differenti vuole dire conoscere meglio il mercato sul quale si opera, poterne prevedere l’evoluzione, capire gli effetti commerciali che hanno le proprie azione, dividere in gruppi (cluster) i propri clienti in modo da identificarne meglio aspettative e desideri…

Le prospettive sono illimitate.

L’intelligenza artificiale e i big data non sono infatti un argomento riservato alle grandi aziende, ma un’opportunità per tutte le imprese, qualunque siano le loro dimensioni.

L’analisi dei dati e l’utilizzo intelligente degli analytics sono infatti uno strumento a disposizione di tutti, attraverso software e modelli facilmente costruibili senza eccessivi investimenti.

Si pensi solamente alla possibilità di valorizzare l’agenda dei propri contati per vedere le interazioni tra le persone e le società con le quali ci si relaziona, in modo da trasformare quel network da semplice elenco di numeri di telefono a rete attiva.

Un network che diventa così capace di creare nuove occasioni commerciale aiutando a individuare i target giusti e le migliori strategie per raggiugerli nei tempi più brevi.

Non è allora un caso che il PNRR abbia riservato ben 23,89 miliardi alla Digitalizzazione, Innovazione e competitività del sistema produttivo: un’occasione preziosa che il Paese deve cogliere, ma che anche ciascuna PMI è invitata a non lasciarsi sfuggire.

Andrea Carobene a.carobene@unitedrisk.eu – Head of data and digital management di United Risk Management (www.unitedspa.it)

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