domenica 14 Luglio 2024
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Autoriparazione, è allarme: “Non troviamo personale: almeno 1000 posti liberi”. Si spera nell’effetto 500 ibrida a Mirafiori

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In tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta, le aziende trovano una difficoltà di reperimento dell’82%. De Santis (Confartigianato Torino): “C’è un gap tra scuola e mondo del lavoro”

Le aziende non trovano personale. Un refrain ricorrente, ma che trova ancora più applicazione nel mondo delle autoriparazioni. I dati parlano, per Piemonte e Valle d’Aosta, di una difficoltà nell’82% dei casi. E sotto i riflettori ci finisce, ancora una volta, il difficile rapporto tra scuola e mondo del lavoro.

L’allarme di Confartigianato
L’allarme viene rilanciato da Confartigianato. Che sottolinea come nel 2023 sono richiesti in tutto il Paese 36.330 meccanici artigianali, riparatori e manutentori di automobili, di cui 25.730, pari al 70,8%, sono difficili da reperire, quota di oltre 25 punti superiore 45,1% della media di tutte le professioni.

Per le assunzioni dove viene richiesta una elevata attitudine al risparmio energetico la difficoltà di reperimento sale al 72%, mentre è più critica la carenza delle competenze più legate allo sviluppo del digitale e della meccatronica: per le entrate dove sono richieste con elevata importanza (medio-alta e alta) competenze digitali di base, la difficoltà di reperimento sale all’81,6% e per quelle in cui sono richieste elevate capacità di applicare tecnologie 4.0 arriva all’83,1%.

Piemonte e Torino
Tra le maggiori regioni, con almeno mille assunzioni di meccanici e manutentori auto, la più elevata difficoltà di reperimento si rileva in Piemonte-Valle d’Aosta dove è pari all’82% delle entrate totali, seguita da Campania con 75,9%, Sicilia con 75,6%.

E a livello provinciale Torino è la terza città italiana per numero di imprese totali della filiera auto, con 8.633 unità, dietro a Roma (12.906) e Napoli (9.609). Torino risulta addirittura la prima città italiana se si considerano le imprese artigiane totali della filiera auto, con 3.638 unità, davanti a Roma (3.620) e Milano (2.606).

Riguardo al numero di addetti invece, Torino conta 56.603 addetti impiegati totali all’interno della filiera, di cui 20.011 (il 35,4%) occupati in micro-piccole imprese con meno di 50 addetti (MPI).

“La categoria degli autoriparatori deve fare i conti con una crisi economica senza precedenti, con il crescente abusivismo e con una redditività aziendale non allineata ai costi – afferma Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – oggi le spese per il continuo aggiornamento delle attrezzature e del personale, necessarie per garantire sia standard qualitativi adeguati alle richieste dei clienti, sia per far fronte agli adempimenti burocratici sempre più complessi e onerosi, erodono sempre più il margine di guadagno delle attività”. “Inoltre, come si evince dai dati, il comparto, registra gravi difficoltà nel reperimento delle risorse umane. La carenza di personale qualificato – spiega De Santis – è anche legata al gap che c’è tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Un gap che la nostra Associazione sta cercando di colmare con la continua formazione”.

La speranza passa (anche) da Mirafiori
Una speranza è riposta nelle nuove attività in arrivo a Mirafiori. “Speriamo – conclude De Santis – che l’arrivo a Mirafiori, nel 2026, della produzione della nuova 500 ibrida, oltre che garantire i livelli occupazionali, sia d’impulso, soprattutto per i giovani, per acquisire nuove competenze tecnologiche nell’ambito dell’autoriparazione e colmare il divario tra le richieste di assunzione e la mancanza di personale qualificato”.

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