mercoledì 28 Settembre 2022

Autonomia energetica? Si può!

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Biagio Maimone
Biagio Maimone
Giornalista e comunicatore, si occupa di comunicazione sociale, politica ed economica e collabora, in qualità di opinionista, con diversi quotidiani. Svolge attività di Ufficio Stampa per Enti, per esponenti del mondo politico e per eventi e manifestazioni. Corrispondente dall'Italia per il quotidiano America Oggi. Condirettore del quotidiano online Marketing Journal, nonché Segretario generale dell'Associazione Marketing e Comunicazione. Membro del Comitato delle Relazioni Pubbliche e Fundraising dell'Associazione Bambino Gesù del Cairo. È capo Ufficio Stampa del Festival della Canzone Cristiana.

“L’estrazione del gas domestico ed il raddoppio della produzione di energia delle centrali idroelettriche italiane possono portare ad una riforma strutturale del mercato di riferimento per affrontare l’impennata dei prezzi ed impedire un effetto devastante sulle circa 120 mila imprese stimate che in Italia garantiscono 300 mila posti di lavoro”.

A dirlo è il segretario generale della Fesica Confsal e Confsal pesca Bruno Mariani intervenendo su quanto emerge dal Mise.

“Il Ministero dello sviluppo economico, così come evidenziato recentemente anche dal Vice presidente della Camera Fabio Rampelli, sostiene che il nostro Paese abbia ben 300 miliardi di gas domestico disponibile; ed allora perché non avere una quasi totale autosufficienza energetica? – commenta Mariani -. “L’aumento non sostenibile dei prezzi del gas e dell’elettricità sta mettendo a nudo i limiti dell’attuale struttura del mercato ed i prossimi nuovi sostegni in arrivo dal governo, certamente utili, sono da ritenersi però come cure palliative perché – spiega Mariani – non risolvono il problema definitivamente”.

“Perché i governi di questa Nazione preferiscono dipendere e stare sotto scacco di Paesi come Russia, Algeria, Azerbaigian e Qatar invece di rivedere il Pitesai, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee che blocca l’attività di coltivazione ed estrazione del gas interno?”

“Intervenire nell’immediato sulla spesa dell’energia razionalizzando, accelerare sul recovery fund energetico, fissare un tetto ai prezzi, possono scongiurare la chiusura di tante attività e tanti licenziamenti, ricordiamoci però – continua il segretario – di guardare anche al futuro che oramai ci impone un’indipendenza energetica dagli altri Stati; questa oggi dovrebbe rappresentare una priorità assoluta, un’urgenza, un obiettivo che forze politiche ed istituzioni devono condividere fuori da ogni slogan elettorale”.

“Intere filiere produttive sono allo stremo, pensiamo sia opportuno valutare anche una nuova cassa integrazione straordinaria come avvenuto durante il covid, ma siamo certi che sbloccare il Pitesai e raddoppiare la produzione di energia delle centrali idroelettriche italiane significa costruire giorno dopo giorno la nostra autonomia energetica come chiave di svolta al problema: soluzione e garanzia per l’intera nazione”, conclude Bruno Mariani.

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