domenica 26 Giugno 2022

70mld il deficit patrimoniale per le PMI

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Lo studio Euler Hermes evidenzia la sottocapitalizzazione delle PMI. Nei settori Macchinari e Commercio il deficit patrimoniale ammonta rispettivamente a 7,5 miliardi di euro e 7,3 miliardi di euro.

70 miliardi di euro: è questo il deficit patrimoniale delle PMI italiane secondo lo studio di Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti. Guardando all’Europa, le PMI francesi necessitano di 30 miliardi di euro di ricapitalizzazione, mentre quelle tedesche di 3 miliardi di euro.

In termini di settori merceologici, per l’Italia lo studio evidenzia le criticità per i settori dei Macchinari e del Commercio (comprendente la vendita al dettaglio e all’ingrosso) che presentano un deficit patrimoniale simile, rispettivamente 7,5 miliardi di euro e 7,3 miliardi di euro.

Anche il settore del Commercio sconta una tradizionale sottocapitalizzazione che viene esacerbata dalle misure di contenimento alla mobilità sul territorio dei mesi precedenti e dalla scarsa propensione ai consumi di questo periodo. Secondo le stime di Euler Hermes, si tratta di un deficit patrimoniale di 7,3 Miliardi di euro.

Se occorre distinguere fra commercio di beni alimentari e di beni non di prima necessità, con il primo che performa meglio rispetto al secondo, “anche nel commercio di prodotti legati all’Agrifood – afferma Massimo Reale, Direttore Commerciale di Euler Hermes Italia – assistiamo ad una perdita di fatturato importante legata al canale HoReCa (hotel, ristoranti, catering) che in passato hanno garantito dei margini significativi all’industria alimentare, molto più alti di quelli che le varie insegne della GDO riconoscono mediamente ai propri fornitori”.

Un altro settore che da questa analisi presenta importanti fabbisogni di capitale, pari a 4,5 miliardi di euro, è quello dell’Automotive, che è inciampato in questa crisi nel bel mezzo di un processo di trasformazione e di passaggio dal motore a combustione interna al motore elettrico. “Le case automobilistiche da anni inseguono partnership e collaborazioni per condividere gli enormi costi legati allo sviluppo dei modelli elettrificati. Anche i player più piccoli che si posizionando lungo la catena di fornitura devono avere le risorse necessarie per affrontare questo cambiamento tecnologico. Il calo delle immatricolazioni del 2020, a settembre pari ad un -34% rispetto al 2019, di certo non potrà essere integralmente recuperato attraverso gli incentivi che il governo ha messo in campo a supporto del settore”.

Infine, la grande vittima di questa crisi: il Turismo e tutti i servizi ad esso collegati, dall’ospitalità ai trasporti, alla ristorazione. “Il turismo vale circa il 13% del nostro PIL. Per puntellare il settore, mancano all’appello poco meno di 4 miliardi di euro di capitale aggiuntivo, che non escludo possano essere messi in campo almeno in parte da fondi internazionali intenzionati ad investire “a sconto” su asset importanti del nostro Paese

(Fonte:http://www.eulerhermes.it)

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