Sembra passato un secolo da quando Tesla veniva celebrata come il simbolo indiscusso dell’innovazione automobilistica. Eppure, nell’arco di pochi mesi, il valore delle sue azioni è crollato di oltre il 45%, lasciando perplessi non solo gli investitori, ma anche gli appassionati di tecnologia e mobilità elettrica. Che cosa ha provocato questa discesa vertiginosa? E quali conseguenze potrebbe avere per il futuro dell’azienda?
Molti puntano il dito contro la controversa alleanza tra Elon Musk e il presidente statunitense Donald Trump. La nomina di Musk a capo del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), con il compito di ridurre la spesa pubblica e modernizzare la burocrazia, ha scatenato un vero e proprio vespaio di polemiche.
Da un lato, c’è chi vede in questa mossa un segnale di coraggio e volontà di cambiamento. Dall’altro, non mancano i critici che parlano di “tradimento” rispetto ai valori progressisti ed ecologisti che da sempre accompagnano il marchio Tesla.
E questo cosa ha causato? In primo luogo, uno shock nell’opinione pubblica, specialmente in Europa e in Cina: due mercati fondamentali per le vendite dell’azienda. Molti clienti, storicamente vicini a posizioni ambientaliste, si sentono ora traditi e stanno prendendo le distanze dal marchio. A complicare ulteriormente le cose, si è fatto strada il movimento “Tesla Takedown”, con proteste e manifestazioni in oltre 500 concessionari in tutto il mondo. Gli attivisti accusano Musk di ridurre i finanziamenti ai programmi di assistenza federale e di licenziare migliaia di dipendenti pubblici, mentre episodi di vandalismo e incendi dolosi ai danni dei concessionari hanno inasprito ancora di più il clima.
Nel tentativo di calmare le acque, il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha definito le azioni Tesla “un’occasione da non perdere”, elogiando il potenziale tecnologico della società. Ma queste parole non sono bastate a risollevare l’umore dei trader: permane infatti un forte scetticismo, alimentato dalle continue proteste e dal rischio di ulteriori cali di vendite.
Alcuni analisti, come Dan Ives di Wedbush Securities, usano senza mezzi termini la parola “crisi”. Secondo loro, Musk dovrà fornire al più presto un piano chiaro per i futuri veicoli a basso costo e per la guida autonoma, così da riconquistare la fiducia dei mercati. Dopotutto, la politica non può assorbire tutte le energie di un’azienda che ha costruito il proprio successo su innovazione e ricerca costante.
Resta da vedere se Tesla riuscirà a riprendersi da questo momento difficile, o se dovremo prepararci a un lento declino. È davvero un’occasione ghiotta per comprare azioni a prezzi scontati, oppure un rischio troppo alto per chi vuole investire con prudenza? E, soprattutto, in che modo le divisioni ideologiche influenzeranno il destino di un marchio che si è sempre presentato come il pioniere della sostenibilità e del futuro?