Spesso oggetto di critiche, c’è chi non le sopporta e a chi, come molti, non cambia la vita. I famosi tappi di plastica sono diventati oggetto di discussione, anche, curiosamente, per la politica . L’unione europea secondo la direttiva 2019/904 del Parlamento e del Consiglio europeo del 5 giugno 2019, conosciuta come Direttiva SUP, vieta la vendita di prodotti in plastica monouso. Domani, mercoledì 3 luglio ’24, entra in vigore anche nel nostro Paese. L’unione europea cerca con questa ed ulteriori azioni di adattarsi e rispettare quelli che sono i valori della sostenibilità, ormai parti integranti della società odierna.
È fatto obbligo all’Italia , come per tutte le direttive europee, di assecondare tale direttiva sul suolo nazionale. Il territorio, con attenzione maggiore alla città di Roma, è sotto la sorveglianza speciale della Commissione europea dopo una precedente infrazione commessa per avere violato gli obblighi previsti dalle norme sulla trasparenza del mercato unico.
La direttiva non riguarda solamente i tappi, ma anche molti altri oggetti usa e getta in materiale plastico, come possono esserlo gli imballaggi. L’obiettivo che ci si prefigge è quello di evitare un inquinamento, sia del suolo, che dei mari. La proposta innovativa non è stata accettata di buon grado da tutti i consumatori. Tuttavia, l’idea sembra più un’esortazione al buon senso, che ad un vero e proprio divieto.
La direttiva, dunque, non risponde al problema di risolvere l’inquinamento, ma risulta un passo verso l’educazione al rispetto dell’ambiente. La transizione verde è ormai, non solo un’idea, ma l’unica strada da seguire insieme.