Secondo un’indagine di Opyn puntano alla sostenibilità ambientale ed energetica, iniziano a interessarsi alla transizione digitale, ma sono ancora lontane dalla parità di genere
È il quadro delle piccole e medie imprese italiane che emerge da una ricerca condotta da Opyn su un campione di 107 aziende
Sono in media imprese piccole, situate nel Nord-Ovest, nel Sud e nelle isole le 107 aziende che hanno risposto al questionario di Opyn, la fintech italiana specializzata nella tecnologia lending as a service che attraverso i fondi costituiti con banche, asset manager e corporate investe nelle imprese. Da questa indagine emerge il ritratto di un tessuto imprenditoriale consapevole delle sfide della crisi energetica e già attrezzato per affrontarle, che vuole rinnovarsi e crescere, anche per competere nel mercato internazionale, attraverso il digitale ma anche tramite una propensione alla sostenibilità. Una tensione verso il futuro che però è spesso frenata dal retaggio culturale e dalle difficoltà pratiche.
La maggior parte delle Pmi investe in sostenibilità ambientale
Le piccole e medie imprese italiane che si rivolgono al fintech lending sono particolarmente attente al tema della sostenibilità: il 34,7% delle Pmi ha dichiarato di aver intrapreso un percorso mentre il 54,5% sta attualmente lavorando attivamente per metterlo a punto. La grande maggioranza delle Pmi che hanno già intrapreso un percorso di sostenibilità dichiara di puntare soprattutto su investimenti che abbiano un impatto in campo ambientale (91%), mentre il 31,4% delle aziende ha attivato piani in ambito sociale e l’11,4% relativi alla governance.
Di contro, però, solamente il 38,1% ha definito dei criteri di sostenibilità da applicare in fase di selezione dei propri fornitori. Solo il 10,9%, invece, dichiara di non essere interessata a investire in percorsi di sostenibilità.
Se nell’ambito della sostenibilità ambientale le Pmi italiane corrono veloci, c’è invece ancora molto spazio di crescita per quanto concerne la sostenibilità sociale, in particolare le iniziative di Welfare aziendale come, ad esempio, l’istituzione di asili nido interni, convenzioni sanitarie o di wellness e well-being. Infatti, delle Pmi intervistate, solamente il 38,1% ha dichiarato di averli attuati all’interno della propria azienda.
A cura del Centro Studi Opyn