giovedì 08 Dicembre 2022

2021: l’anno del Private Equity nelle PMI

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Il 2021 potrebbe essere l’anno del Private Equity nelle PMI

Alessandro Sannini (Twin Advisors) immagina il 2021 con Draghi un anno favorevole per le quotazioni in Borsa e per il Private Equity come motore di ripartenza ed auspica un controllo di condotta degli advisors.

2021: l’anno del Private Equity nelle PMI. Il Covid-19 che ancora crea preoccupazione in Europa ha creato moltissime difficoltà alle aziende sul piano finanziario ed organizzativo. Con il nuovo governo del Prof. Mario Draghi potrebbe essere molto favorevole per le PMI la quotazione in Borsa e l’intervento di fondi di Private Equity.

In questo momento in cui il coronavirus ha fatto perdere terreno e competività a molte PMI quotate, la ricetta per la ripresa si può trovare non solo nel mondo bancario con linee di credito agevolate o nell’emissione di obbligazioni, ma anche attraverso l’intervento nelle PMI di Fondi di Private Equity e l’avvicinamento ai Mercati di Capitale con la Quotazione in Borsa.

Un’indicazione sul modo di pensare del Presidente del Consiglio si legge nelle Considerazioni Finali di Banca d’Italia del maggio 2007, quando il professor Draghi ne era il governatore. A pagina 15 della relazione all’Assemblea ordinaria dei partecipanti, sul tema il professore dichiarava testualmente: «Gli intermediari specializzati nel capitale di rischio possono agevolare la crescita delle piccole e medie imprese, contribuire al rafforzamento della struttura manageriale, favorire l’accesso ai mercati di Borsa, accompagnare il ricambio generazionale».

Alessandro Sannini, Private Equity Advisor commenta: “C’è da augurarsi che nella revisione in atto del Recovery Plan, che grazie alle ingenti risorse stanziate rappresenta probabilmente l’ultima grande opportunità che viene offerta al nostro Paese per poter impostare un percorso di rinnovata crescita e sviluppo, anche e soprattutto a vantaggio delle nuove generazioni, si tenga conto di questo importante settore e si stabiliscano modalità di intervento a supporto delle imprese, oggi necessarie, in una sana logica di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, rispettosa del mercato e delle sue dinamiche, sfruttando al meglio e nell’interesse del Paese le competenze e le significative risorse, anche finanziarie, offerte dagli operatori attivi in questo settore, siano essi nazionali o internazionali. Tutto questo può passare dal Private Equity e dalla quotazione in Borsa anche in una prospettiva Europea con l’arrivo di Euronext che ha acquisito Borsa Italiana”.

Tutte queste attività sia di quotazione in Borsa e di acquisizione da parte di operatori capitale di rischio hanno come protagonista la categoria degli advisors come supporto agli imprenditori nel cammino verso i mercati ed è importante fare attenzione a chi svolge attività di consulenza.

Per questo, “per sostenere il rilancio dell’Italia e delle sue PMI – conclude Sannini – sarebbe necessario che chi si occupa dell’assistenza alle PMI che intendono aprirsi al mercato abbiano un disciplinare di condotta e ci siano delle garanzie sulla specializzazione dell’advisor da parte di Consob che potrebbe essere l’autorità giusta per questo tipo di attività“.

(Fonte: Notiziabile.it)

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